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Oliva Nociara

Oli-Noc
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Olivo 2/3 anni Fitocella H.160cm

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Descrizione

vaso.png  DIAMETRO VASO:  Fitocella

  ALTEZZA ALLA FORNITURA:  160cm

  ETA':  2/3 anni

  MATURAZIONE':  Tardiva


DESCRIZIONE

Olivo Nociara è una varietà da olio che ha trovato una certa diffusione negli areali olivicoli pugliesi della provincia di Brindisi, di Taranto e del Sud barese, ma la sua diffusione, attualmente modesta, è in espansione.
La pianta si presenta di medie dimensioni con portamento piuttosto assurgente, chioma mediamente folta con rami fruttiferi lunghi e molto flessibili.
Le foglie, grandi di forma ellittica con superficie delicata, conferiscono alla pianta un aspetto di grande effetto estetico.
Il colore è verde scuro intenso nella pagina superiore, e verde chiaro in quella inferiore.
La fioritura è tardiva e molto abbondante e l’aborto dell’ovario molto basso, ragion per cui quasi tutti i fiori porteranno frutto.
Le olive di un verde molto pallido, durante l’invaiatura, assumono inizialmente una colorazione rosso magenta, rendendo le piante particolarmente attraenti, per poi diventare di un viola scuro alla piena maturazione.
La polpa è molto delicata e poco consistente.
La resa in olio è alta (mediamente del 21%).
Non presenta problemi di estrazione.
L’olio si presenta di un colore dorato con riflessi verdognoli, di ottima qualità.
Caratteristiche Organolettiche: Fruttato intenso leggermente maturo.
Robusto, improntato su sensazioni tostate, vegetali e aromatiche con una nota amara, accompagnata da un buon piccante, con piacevoli sensazioni di erba e pomodoro.
La cultivar è parzialmente autosterile, a fioritura precoce, e si presenta con una produttività molto elevata e abbastanza costante, con una altrettanto precoce entrata in produzione.
Poco prima della raccolta la pianta assume un aspetto spettacolare con alcuni rami flessi, e carichi di drupe, al punto da occultare quasi completamente i rami stessi.
L’inoliazione tardiva e scalare è invece uno dei rari aspetti negativi per la programmazione delle operazioni di raccolta.
Buona resistenza a diversi parassiti.
Inoltre la buona produttività della pianta, l’elevata resa in olio, le ottime caratteristiche organolettiche dell’olio giustificano ampiamente l’incremento della sua diffusione sul territorio.


MESSA A DIMORA

IMPORTANTE
Le piante coltivate in fitocella (come quelle da noi proposte) possono essere messe a dimora in qualsiasi periodo dell'anno in quanto possiedono radici già formate ed autonome.

La coltivazione dell’olivo (Olea europaea) e il suo inserimento all’interno del giardino devono partire dal presupposto che è meglio evitare esposizioni a est e nord, preferendo quelle lato sud e ovest, più calde e luminose, al riparo dalle correnti.

Per la messa a dimora dell’olivo è necessario, in autunno, lavorare bene il terreno, fino ad almeno 50 cm di profondità e concimarlo con letame, fosforo e potassio. Solo all’inizio della primavera si procederà all’impianto, dando all’alberello almeno 5×5 m di spazio intorno.

L’olivo è una pianta mediterranea che ha bisogno di molta luce e aria e deve mantenere molte foglie ben illuminate dal sole per produrre bene: le olive si formano su rami di un anno lunghi da 25 a 50 cm e la potatura sarà volta a eliminare progressivamente i rami più vecchi, per lasciare spazio ai nuovi.

Se non si è olivicoltori di professione, è meglio lasciar assumere alla pianta la forma spontanea, libera, senza interventi di potatura se non la spuntatura dei rami vecchi.

In genere l’irrigazione dell’olivo (preferibilmente a goccia) è importante soprattutto nei primi anni d’impianto e nel periodo estivo, per evitare malformazioni dei fiori e dei frutticini.

La concimazione dell’olivo in autunno e in primavera serve specialmente se la produzione è sempre scarsa: scegliete un prodotto che contenga, oltre a fosforo e potassio, anche microelementi come boro, magnesio e calcio.

Proteggiamoli al Nord

Il paesaggista Robero Malagoli fornisce indicazioni per evitare che l’olivo venga danneggiato dai climi rigidi settentrionali: «Il Nord Italia ha un clima continentale che prima o poi presenta picchi di bassa temperatura. Quando le previsioni meteorologiche indicano un considerevole abbassamento della temperatura, è necessario proteggere l’albero. Una fasciatura con ciuffi di paglia legati con della corda intorno al tronco andrà benissimo. L’importante è lasciare la protezione solo per il breve periodo rigido, e non da ottobre ad aprile, altrimenti l’olivo soffrirà. L’unico riparo che si può lasciare più a lungo è il telo di tessuto non tessuto. Da non dimenticare è una pacciamatura al piede della pianta».

Fonte testo: Ulivo, albero sacro, “Giardinaggio” 3/2009

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